Il
letto del clochard, ovvero trash-art
Un
numero non è solo un numero ma sostanza di tutte
le cose.
Questa
ricerca è nata per caso, ha seguito e segue un
percorso che non era prederminato nè finalizzato,
a volte ci sono state
delle pause di riflessione anche lunghe.
Ad ogni opera ne seguiva un’altra in maniera sequenziale,
paradossale, banale, assurda.
Tutto
si dipanava all’Insegna del divertissement, forse
anche dell’Ironia.
In
alcuni casi il risultato è stato sorprendente per
me stesso.
Tutto
ebbe inizio al principio del 2001, per lo meno dal punto
di vista grafico.
Mi
trovavo a Zurigo per uno dei miei abituali soggiorni.
La
radio sintonzzata su France Culture trasmetteva musica
classica, fra un brano e l’altro un giornalista
comincia a disquisire sui numeri, sul fatto che la nostra
vita comincia con una data, un’ora, e che poi sarà
sempre costellata da numeri. Per noi umani
i numeri hanno un’importanza molto rilevante, forse
superiore
alle parole... .
In
cucina c’era un calendario con un gran due colorato.
Eravamo
in febbraio, bene, senza un perchè apparente ebbe
inizio
un percorso che perseguo, avente per oggetto il numero
“2”.
La
casulità che è stata all’origine è
diventata sempre più consapevolezza.
Diversi
autori con i quali venivo a contatto nelle mie letture
hanno dato un senso alto a questo mio “lavoro”,
in alcuni casi sono stati da stimolo.
Quella
che sembrava una casualità, sottendeva una ragione
che giaceva paziente sotto la cenere, ancora non ne ho
piena coscienza. Se è voluta venire fuori ci sarà
pure un motivo.
“Non
so se si è reso conto che il mondo è binario,
la natura corre su strutture binarie, o almeno la nostra
civiltà occidentale,
che poi è quella che ha fatto tutte le catalogazioni,
pensi
al Settecento, ai naturalisti, che so, Linneo, ma come
dargli torto,
in realtà questa misera pallina che ruota nello
spazio e su cui navighiamo obbedisce a uno schema del
tutto elementare
che è quello binario”. (Antonio Tabucchi:
La testa perduta
di Damasceno Monteiro, Milano ......, p. 147).
Nel
frattempo la storia viene segnata da un avvenimento catastrofico:
due aerei distruggono due torri.
Demetra
accoglie tutto nel suo seno protettivo, salvo
a restituircelo nei modi a tempo debito. Qualche volta
a caso.
Il più delle volte dietro lunghe e faticose ricerche.
L’uomo tenta
di sostituirsi esponendo i reperti ritenuti importanti
in luoghi accessibili per capire e studiare le proprie
origini. Il rimanente,
i resti tornano alla “Grande Madre”.
Ecco:
sullo scarto, i resti, vorrei richiamare l’attenzione.
Il materiale che ho utilizzato in massima parte è
cartone
da imballo riciclato.
E
con questo supporto ho dato vita alla mia ricerca dove
si sono aggiunti: catrame, cenere, sabbia e altri materiali
eterogenei.
Nelle
bidonville e sotto i ponti, il cartone da imballo contenitore
di oggetti ch vengono trasportati da un continente all’altro,
diventa casa, letto e tant’altro.
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